ARTICOLO 1 Fondo regionale per l' edilizia
Al fine di realizzare un programma straordinario di interventi nel settore edilizio destinato all' acquisto, alla costruzione ed al recupero della prima abitazione, nelle more dell' emanazione di una legge organica sull' edilizia abitativa da parte della Regione, è autorizzata la spesa complessiva di L. 85.000.000.000, di cui L. 35.000.000.000 nell' anno 1985 e L. 25.000.000.000 per ciascuno degli anni 1986 e 1987.
Al fine di costituire il presupposto organizzativo necessario, ai sensi dell'
art. 5 della legge regionale 31 maggio 1984, n. 26
, per l' attuazione degli interventi di cui al precedente comma, è disposto il versamento della somma stanziata su appositi conti correnti vincolati presso il tesoriere della Regione, denominati << Fondo regionale per l' edilizia >> e intestati agli istituti di credito fondiario di cui al successivo penultimo comma.
Il versamento è disposto dall' assessore dei lavori pubblici con proprio provvedimento da emanarsi successivamente alla deliberazione della giunta regionale di cui al
successivo art. 9
per lo stanziamento di competenza dell' esercizio finanziario per l' anno 1985 ed entro 30 giorni dalla approvazione delle leggi di bilancio per gli stanziamenti degli esercizi successivi.
Per la regolamentazione e la gestione del << fondo >> di cui al
precedente secondo comma
, l' assessore dei lavori pubblici stipula, di concerto con l' assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica, apposita convenzione con gli Istituti all' uopo prescelti.
Alla scadenza di ciascun esercizio finanziario il tesoriere della Regione provvede a versare nel conto dell' entrata del bilancio regionale gli interessi attivi maturati sui conti correnti di cui al
precedente secondo comma
.
ARTICOLO 2 Contributi regionali
Per le finalità di cui al
precedente art. 1
l' amministrazione regionale contribuisce all' abbattimento degli interessi di ammortamento nella misura di sette punti per un periodo massimo di 18 semestralità della durata del mutuo.
Fermi restando i limiti di cui ai commi precedenti, l' intervento regionale può essere esteso, a richiesta del mutuatario, al periodo di preammortamento.
Il contributo regionale di cui al
precedente primo comma
è concesso per interventi da realizzarsi da ciascun nucleo familiare a titolo individuale o attraverso forme di utenza organizzata.
Sono ammissibili a contributo anche gli acquisti di immobili già conclusi all' entrata in vigore della presente legge purchè perfezionati successivamente al 1º gennaio 1985 nonchè gli interventi di costruzione e recupero non ancora ultimati al momento della presentazione della domanda di contributo limitatamente alle opere di completamento.
Gli interventi, relativi all' acquisto e al recupero della medesima unità immobiliare fermo restando il massimale di mutuo complessivo, sono cumulabili.
ARTICOLO 3 Gestione del fondo regionale per l' edilizia
Per l' abbattimento degli interessi di cui al
precedente art. 2
gli istituti di credito prelevano, previa autorizzazione dell' assessore dei lavori pubblici, per ogni operazione ed in unica soluzione dal conto corrente di cui al
precedente art. 1
, il contributo regionale.
L' ammontare è calcolato attualizzando le 18 semestralità di contributo secondo le modalità contenute nella convenzione indicata nel medesimo
art. 1
, tenuto conto del costo della provvista riconosciuto agli istituti di credito diminuito di 1 punto.
Alle scadenze del 30 marzo e del 30 settembre di ciascun esercizio finanziario l' assessore dei lavori pubblici è tenuto a presentare alla Corte dei conti, per il tramite della ragioneria regionale, il rendiconto delle erogazioni effettuate nel semestre precedente.
ARTICOLO 4 Modalità per la concessione dei finanziamenti
Per l' ottenimento dei benefici previsti dalla presente legge deve essere presentata, a seguito di pubblico avviso emanato dalla Regione, domanda di mutuo e contributo agli istituti di credito fondiario di cui al
precedente art. 1
e all' assessorato regionale dei lavori pubblici unitamente ad apposito atto notorio nel quale deve essere dichiarato da parte dei singoli richiedenti il possesso dei requisiti soggettivi previsti dalla presente legge.
I requisiti di cui al comma precedente debbono essere successivamente documentati all' assessorato regionale dei lavori pubblici per il rilascio del nulla osta di cui al
successivo quarto comma
.
L' istituto di credito procede all' istruttoria delle richieste di mutuo all' atto del ricevimento delle domande acquisendo dai richiedenti la documentazione prevista dalle norme sul credito fondiario e ogni altro documento stabilito dalla Regione in sede di convenzione.
Per l' assunzione della deliberazione del mutuo l' istituto mutuante riceve preventivo assenso da parte della Regione e seguito dell' accertamento da parte dell' assessorato regionale dei lavori pubblici del possesso da parte dei richiedenti dei requisiti soggettivi previsti dalla presente legge.
Le deliberazioni di mutuo dovranno essere assunte dagli istituti, conclusa l' istruttoria prevista dai commi precedenti, nei limiti della dotazione finanziaria a ciascuno di essi assegnata ai sensi del
successivo art. 9
e tenendo conto esclusivamente dell' ordine temporale di presentazione all' istituto della documentazione di cui ai
precedenti terzo
e
quarto comma
, fatte salve le riserve finanziarie disposte ai sensi del citato
art. 9
a favore di particolari categorie di beneficiari.
La Regione provvede alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della regione autonoma della Sardegna delle deliberazioni di mutuo.
ARTICOLO 5 Beneficiari degli interventi - Requisiti soggettivi [abrogazione]
Sono ammessi alle provvidenze di cui alla presente legge i beneficiari di mutuo il cui reddito annuo complessivo, riferito al nucleo familiare, non superi il limite massimo di cui agli
articoli 20e 21
della legge 5 agosto 1978, n. 457
, e successive modificazioni, maggiorato del 30 per cento. I beneficiari dei mutui debbono possedere inoltre i seguenti requisiti:
1) cittadinanza italiana:
2) residenza o attività lavorativa nel comune in cui vengono acquistati, realizzati o recuperati gli alloggi, fatta salva la facoltà dell' amministrazione regionale di indicare, ai sensi del
successivo art. 9
, ambiti di intervento intercomunali;
3) non essere titolari, essi stessi e i membri del loro nucleo familiare, del diritto di proprietà , di usufrutto, di uso e di abitazione, su alloggio adeguato, nei comuni del comprensorio o nell' ambito intercomunale di intervento qualora questo comprenda più comprensori.
[3]
[sostituzione]
Sono ammessi alle provvidenze di cui alla presente legge i beneficiari di mutuo il cui reddito annuo complessivo, riferito al nucleo familiare, non superi il limite massimo di cui agli
articoli 20 e 21
della legge 5 agosto 1978, n. 457
, e successive modificazioni.
[4]
E' considerato adeguato l' alloggio la cui superficie utile, determinata ai sensi dell'
art. 13 della legge n. 392 del 27 luglio 1978
, non sia inferiore a 45 mq per un nucleo familiare composto da 1 o 2 persone, non inferiore a 60 mq per 3-4 persone, non inferiore a 75 mq per 5 persone, non inferiore a 95 mq per 6 persone ed oltre. Si considera comunque adeguato l' alloggio di almeno due vani, esclusi cucina e servizi, quando il nucleo familiare è costituito da due persone e quello di un vano esclusi cucina e servizi, per il nucleo di una persona. In caso di titolarità di uno dei suddetti diritti reali su alloggio inadeguato, il titolare medesimo dovrà impegnarsi all' atto della concessione del contributo a locare l' alloggio stesso ad uno dei soggetti indicati dal comune;
4) non avere ottenuto l' assegnazione in proprietà , o con patto di futura vendita, di un alloggio costruito a totale carico o con il concorso o il contributo pubblico.
ARTICOLO 6 Caratteristiche degli alloggi
Gli alloggi di cui alla presente legge non debbono avere caratteristiche di lusso nè essere accatastati nelle categorie A1, A8, A9.
La superficie utile massima delle abitazioni da costruire deve essere contenuta entro i limiti di quella convenzionabile ai sensi dell'
art. 7 della legge del 28 gennaio 1977, n. 10
, secondo i parametri della convenzione tipo approvata dall' amministrazione regionale con decreto dell' assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica n. 72- U del 31 gennaio 1978.
Le superfici nette non residenziali delle abitazioni di cui al precedente comma dovranno essere contenute nel loro complesso entro il 40 per cento della superficie utile massima oltre a 18 mq per posto macchina.
ARTICOLO 7 Condizioni per i beneficiari dei finanziamenti
I soggetti che usufruiscono dei finanziamenti previsti dalla presente legge debbono impegnarsi, con atto trascritto nella conservatoria dei registri immobiliari, ad abitare, in maniera stabile e continuativa, l' alloggio realizzato, recuperato o acquistato, per un periodo non inferiore a 9 anni, pena la decadenza dal finanziamento.
La locazione o l' alienazione dell' alloggio nei primi 9 anni, quando sussistano gravi e sopravvenuti motivi, sono autorizzate dall' assessore ai lavori pubblici.
Il lavoratore emigrato dalla Sardegna è dispensato, nel caso in cui debba prolungare la permanenza all' estero, dall' obbligo di occupare e risiedere nell' alloggio fermo restando il divieto di vendita dell' alloggio stesso.
ARTICOLO 8 Aggiornamento parametri di intervento
L' assessore dei lavori pubblici, previa deliberazione della giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente, è autorizzato a modificare con proprio decreto per le operazioni di mutuo non ancora definite:
1) i punti di intervento di cui al
precedente art. 2
, con riguardo al tasso di riferimento stabilito dal Ministero del tesoro per l' edilizia residenziale e comunque nel rispetto dei limiti di cui al
terzo comma dell' art. 2
della presente legge.
[abrogazione]
2) l' ammontare del mutuo assistito da agevolazione in relazione all' indice ISTAT del costo di costruzione;
[5]
[abrogazione]
3) il limite massimo di reddito di cui al
precedente art. 4
, in relazione all' andamento dell' indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati
[6]
.
L' assessore dei lavori pubblici è altresì autorizzato, entro 60 giorni dalla entrata in vigore della presente legge, sentito il comitato regionale dei lavori pubblici, a determinare con proprio decreto, previa deliberazione della giunta, anche mediante aggiornamenti successivi, la spesa massima ammissibile per metro quadrato di superficie degli alloggi da costruire, da risanare o da ristrutturare.
ARTICOLO 9 Approvazione del programma
Il programma di cui al
precedente art. 1
è approvato, entro 90 giorni dall' entrata in vigore della presente legge, dalla giunta regionale sentita la commissione consiliare competente. In particolare sono determinati con la deliberazione di cui al precedente comma:
- a)la ripartizione dei fondi su scala territoriale;
- b)la ripartizione delle disponibilità finanziarie tra le varie categorie di intervento e di soggetti finanziabili tenuto conto dei programmi in corso da parte dell' amministrazione regionale nel comparto dell' edilizia;
- c)
la determinazione delle riserve finanziarie a favore delle categorie di soggetti di cui alla
precedente lettera b)
, con priorità agli sfrattati, agli emigrati dalla Sardegna, alle giovani coppie, agli anziani;
- d)gli istituti di credito fondiario prescelti e le relative dotazioni finanziarie ad essi assegnate;
- e)le clausole delle convenzioni da stipularsi con gli istituti di credito fondiario;
- f)
le clausole dell' avviso pubblico di cui al
precedente art. 4
.
Le ripartizioni di cui alla
precedenti lettere a)
e
b)
potranno essere modificate con la procedura di cui al
precedente primo comma
, sulla base delle domande effettivamente presentate, e in ogni caso a seguito delle verifiche sull' attuazione del programma da effettuarsi con scadenza almeno semestrale.
ARTICOLO 10 [abrogato]
[7]
Istituzione del servizio regionale sull' edilizia abitativa
Per assicurare una adeguata organizzazione amministrativa ai fini degli adempimenti previsti anche dalla presente legge, è istituito, presso l' assessorato dei lavori pubblici, il servizio regionale dell' edilizia abitativa, ripartito in sue settori, in sovrannumero e in deroga a quanto stabilito dagli
articoli 5e 6
della legge regionale n. 51 del 17 agosto 1978
.
ARTICOLO 11 Copertura finanziaria
Le spese derivanti dall' applicazione della presente legge sono determinate in L. 35.000.000.000 per l' anno finanziario 1985 e in lire 25.000.000.000 per ciascuno degli anni 1986 e 1987.
Nei seguenti stati di previsione della spesa del bilancio della Regione per l' anno finanziario 1985 sono introdotte le seguenti variazioni:
03 - ASSESSORATO PROGRAMMAZIONE, BILANCIO ED ASSETTO DEL TERRITORIO
In diminuzione:
Cap. 03017 -
Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizione legislative
L. 35.000.000.000
(mediante utilizzazione della riserva indicata al punto 5 della tabella B allegata alla << legge finanziaria >>).
08 - ASSESSORATO LAVORI PUBBLICI
In aumento:
Cap. 08112 - (di nuova istituzione) (2.1.2.4.1.4.07.26). - Fondo regionale per l' edilizia abitativa
L. 35.000.000.000
ARTICOLO 12 Urgenza
La presente legge è dichiarata urgente ai sensi e per gli effetti dell'
articolo 33 dello Statuto
speciale per la Sardegna ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.
La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.
Cagliari, addì 30 dicembre 1985 Melis